Vuole essere solo un posto dove esprimere pensieri in libertà.. Su Paola.. Su quel che succede a Paola, forse soprattutto su quello che potrebbe succedere e che non succede.. Forse vuole essere uno stimolo a chi per motivi di lavoro è dovuto andare fuori, abbandonando questa realtà, ed ora vuol seguirne le vicissitudini..

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venerdì, 07 novembre 2008

II Stagione Teatrale - Odeon

Oggi è stato reso pubblico il programma della nuova stagione teatrale 2008/2009 che avrà come palcoscenico l'Odeon di Paola. Sono davvero contento. L'anno scorso ha riscosso un notevole successo, quindi vuol dire che il "paolano" ha riscoperto il piacere di andare a teatro (anche se poi gli spettacoli teatrali estivi, sono stati tutti "disertati" :-(  ). Speriamo che anche quest'anno si raggiunga la stessa affluenza dell'anno passato, anzi, si spera maggiore. Devo essere spietatamente sincero??? L'altra volta non ho assistito a nessuna rappresentazione tenutasi all'Odeon. Quindi, a parte l'ovvia felicità per l'iniziativa, non ho i mezzi per poter esprimere un giudizio esaustivo. Ci sono ad esempio alcune cose che non riesco a capire, e che magari qualcuno che ha fatto l'abbonamento l'anno scorso può chiarirmi. Ma c'è una sola data per ogni spettacolo??? Ma perché questa cosa? Non la capisco. Solitamente, anche la compagnia più "scarsa" replica come minimo per una settimana. Ma almeno una prima e una seconda, no?? Come mai una sola data? Perché temono di non riuscire a riempire il teatro? Si potrebbe fare come in moltissimi teatri stabili, fare il primo giorno la Prima normale, e il giorno dopo riservarlo agli Studenti delle scuole. A proposito, hanno previsto delle riduzioni per i ragazzi, per cercare di coinvolgerli?? Poi anche il programma mi sembra un pò strano. No strano nel senso di scarso. Magari è un ottimo programma, non sono un esperto per giudicare. L'unica attrice che ho visto "in azione" è Paola Gassman, degli altri nessun. Per cui non posso dire niente. Però leggendo sia i titoli degli spettacoli, sia i nomi degli attori, non mi sembra la Stagione di Teatro di Prosa Classico. Io ad esempio non utilizzerei neanche il termine Stagione, ma la chiamerei semplicemente Rassegna Teatrale, nel senso che c'è una sorta di Tema (il comico?) e tante rappresentazioni singole che gravitano attorno a quel tema. Cioè, voglio dire, non è lo stesso Teatro di Prosa del Rendano (anche se anche lì fanno un pò di confusione, unendo Teatro Lirico, di prosa, balletto, ecc., facendo un miscuglio.) Comunque, tutto questo è giusto per allungare il discorso. Il succo è che BISOGNA ANDARE A TEATRO. Mi raccomando....chi può non si lasci scappare questa opportunità. Suggerirei anche di fare l'abbonamento, con cui solitamente si risparmia non poco rispetto all'acquisto del singolo biglietto.

Ecco l'articolo tratto da il Quotidiano della Calabria:

stagione


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Ciaooo
postato da: commentando alle ore 18:21 | link | commenti (5)
categorie: teatro
martedì, 05 agosto 2008

Una serata a teatro

Ieri sera è andata in scena “Lisistrata”, commedia di Aristofane, per la regia di Milo Vallone. Alle 20.45, dopo una cena frugale e veloce, mi reco di tutta fretta al piazzale antistante il Sant’Agostino. Non avevo avuto il tempo di acquistare il biglietto prima e temevo arrivando al botteghino di non riuscire più a trovare un posto libero. Con mia grande sorpresa scopro che c’erano ancora molti biglietti disponibili. Prendo subito posto. Già un paio di cose mi lasciano immediatamente perplesso. Il piazzale è semideserto. Forse era ancora troppo presto. Il palco non era dei più belli. Piccolo e male allestito. Ritorno al botteghino, e chiedo se era rimasto qualche deplian dello spettacolo, nella speranza di poter leggere almeno le note di regia prima dell’inizio. Alla mia richiesta però mi viene dato un giornale con l’estate paolana 2008. A metà tra l’allibito e il divertito riprendo posto. Sono le 21.45, mancano 5 min, ma la platea lascia ancora molto a desiderare. In tutto saremo una quarantina, in uno spiazzale che poteva accoglierne almeno 200. Lo spettacolo comincia puntuale. Appare subito la protagonista, Lisistrata. La sua bellezza mediterranea mi affascina, ed è pure l’unica che saprà farsi apprezzare nella recitazione. Gli altri personaggi sono tutti “macchiette”, tra l’altro male interpretate. C’è la romana che mi sconvolge. Secondo me non è neanche mai stata nella capitale. Però alla fine sarà una delle poche che riuscirà a farmi ridere di gusto. Appare subito evidente che si tratta di un riadattamento in chiave moderna. In questi casi di solito si preferisce scrivere “DA” Lisistrata di Aristofane, ma in fondo è solo un'inutile preposizione, che importanza può avere. La rappresentazione procede. Le scene delle donne sono abbastanza divertenti, quelle degli uomini molto deludenti. La cifrà della commedia appare chiara a tutti già dal primo minuto: LA VOLGARITA’. In realtà è giusto così. Aristofane, così come Plauto, era un commediografo osceno. Per cui questa cosa mi lascia indifferente. Quello che mi lascia interdetto è vedere bambini in prima fila. Non è sicuramente uno spettacolo adatto a loro. Solo due tipi di persone portano i propri figli piccoli a vedere Aristofane a teatro: gli ignoranti e gli stupidi. Gli ignoranti perché non sanno cosa vanno a vedere (informati prima no?). Gli stupidi perché pensano di educare i figli al teatro portandoli a vedere le commedie/tragedie greche. I bambini si portano a vedere Peter Pan, La giara di Pirandello, La tempesta di Shakespeare, di certo non Aristofane. Lo spettacolo volge al termine, tra qualche momento divertente e qualcuno noioso. Il finale però viene interrotto da una controscena che si svolge alle nostre spalle, all’entrata, dove un signore e una signora (con un figlio) protestano con toni accessi al botteghino. Si dicono scandalizzati e oltraggiati. Minacciano denunce. Forse pretendono il rimborso del biglietto, non lo so. Fatto sta che hanno la capacità di focalizzare l’attenzione su di loro, distraendo la platea dal finale della rappresentazione, il momento forse più importante, quando dovrebbe essere trasmesso il messaggio pacifista a cui tutta l’opera mirava. Insomma, rimango molto deluso. La commedia non mi ha entusiasmato, però ho visto di peggio. Rimango amareggiato per la platea semi-deserta, il comportamento di molti spettatori (chi fuma, chi parla, chi scrive messaggi, chi riceve chiamate) e per la vergognosa scenetta finale. Per l’assenteismo e il mal costume dei Paolani non so che dire. Per quanto riguarda quella coppia vorrei solo dare un consiglio: informatevi prima su cosa state andando a vedere. Non si va a teatro per far vedere agli altri che si è gente “acculturata”, o tanto per passare il tempo. Si va a teatro per ben altre ragione e con ben altro spirito. E la prossima volta che andate a vedere una commedia greca o latina, lasciate i bambini a casa che è meglio.

 

 

Ciaoooo

postato da: commentando alle ore 18:27 | link | commenti (4)
categorie: teatro