. Il succo è che BISOGNA ANDARE A TEATRO. Mi raccomando....chi può non si lasci scappare questa opportunità. Suggerirei anche di fare l'abbonamento, con cui solitamente si risparmia non poco rispetto all'acquisto del singolo biglietto.



Ieri sera è andata in scena “Lisistrata”, commedia di Aristofane, per la regia di Milo Vallone. Alle 20.45, dopo una cena frugale e veloce, mi reco di tutta fretta al piazzale antistante il Sant’Agostino. Non avevo avuto il tempo di acquistare il biglietto prima e temevo arrivando al botteghino di non riuscire più a trovare un posto libero. Con mia grande sorpresa scopro che c’erano ancora molti biglietti disponibili. Prendo subito posto. Già un paio di cose mi lasciano immediatamente perplesso. Il piazzale è semideserto. Forse era ancora troppo presto. Il palco non era dei più belli. Piccolo e male allestito. Ritorno al botteghino, e chiedo se era rimasto qualche deplian dello spettacolo, nella speranza di poter leggere almeno le note di regia prima dell’inizio. Alla mia richiesta però mi viene dato un giornale con l’estate paolana 2008. A metà tra l’allibito e il divertito riprendo posto. Sono le 21.45, mancano 5 min, ma la platea lascia ancora molto a desiderare. In tutto saremo una quarantina, in uno spiazzale che poteva accoglierne almeno 200. Lo spettacolo comincia puntuale. Appare subito la protagonista, Lisistrata. La sua bellezza mediterranea mi affascina, ed è pure l’unica che saprà farsi apprezzare nella recitazione. Gli altri personaggi sono tutti “macchiette”, tra l’altro male interpretate. C’è la romana che mi sconvolge. Secondo me non è neanche mai stata nella capitale. Però alla fine sarà una delle poche che riuscirà a farmi ridere di gusto. Appare subito evidente che si tratta di un riadattamento in chiave moderna. In questi casi di solito si preferisce scrivere “DA” Lisistrata di Aristofane, ma in fondo è solo un'inutile preposizione, che importanza può avere. La rappresentazione procede. Le scene delle donne sono abbastanza divertenti, quelle degli uomini molto deludenti. La cifrà della commedia appare chiara a tutti già dal primo minuto: LA VOLGARITA’. In realtà è giusto così. Aristofane, così come Plauto, era un commediografo osceno. Per cui questa cosa mi lascia indifferente. Quello che mi lascia interdetto è vedere bambini in prima fila. Non è sicuramente uno spettacolo adatto a loro. Solo due tipi di persone portano i propri figli piccoli a vedere Aristofane a teatro: gli ignoranti e gli stupidi. Gli ignoranti perché non sanno cosa vanno a vedere (informati prima no?). Gli stupidi perché pensano di educare i figli al teatro portandoli a vedere le commedie/tragedie greche. I bambini si portano a vedere Peter Pan, La giara di Pirandello, La tempesta di Shakespeare, di certo non Aristofane. Lo spettacolo volge al termine, tra qualche momento divertente e qualcuno noioso. Il finale però viene interrotto da una controscena che si svolge alle nostre spalle, all’entrata, dove un signore e una signora (con un figlio) protestano con toni accessi al botteghino. Si dicono scandalizzati e oltraggiati. Minacciano denunce. Forse pretendono il rimborso del biglietto, non lo so. Fatto sta che hanno la capacità di focalizzare l’attenzione su di loro, distraendo la platea dal finale della rappresentazione, il momento forse più importante, quando dovrebbe essere trasmesso il messaggio pacifista a cui tutta l’opera mirava. Insomma, rimango molto deluso. La commedia non mi ha entusiasmato, però ho visto di peggio. Rimango amareggiato per la platea semi-deserta, il comportamento di molti spettatori (chi fuma, chi parla, chi scrive messaggi, chi riceve chiamate) e per la vergognosa scenetta finale. Per l’assenteismo e il mal costume dei Paolani non so che dire. Per quanto riguarda quella coppia vorrei solo dare un consiglio: informatevi prima su cosa state andando a vedere. Non si va a teatro per far vedere agli altri che si è gente “acculturata”, o tanto per passare il tempo. Si va a teatro per ben altre ragione e con ben altro spirito. E la prossima volta che andate a vedere una commedia greca o latina, lasciate i bambini a casa che è meglio.
Ciaoooo